venerdì 20 aprile 2012

IN MORTE DI UN PARTIGIANO

A DOMANDA RISPONDO

Caro Colombo, giorni fa è morto a Parigi un grande, vecchio leader della Resistenza francese, Raymond Aubrac (97 anni). Nella foto che vedo sui giornali francesi la bara, portata da militari in alta uniforme, è seguita dai familiari e dal presidente Sarkozy. Ho pensato: ecco un Paese normale, in cui la Storia non si tocca e la destra è dentro, non fuori (ed estranea e nemica) dal comune passato del Paese.
Armando

raymond-aubrac
Fatalmente viene in mente un fatto italiano appena accaduto, la scomparsa di un grande personaggio della Storia antifascista italiana, Rosario Bentivegna. Come si ricorderà, Bentivegna è stato, in Roma, il protagonista di una Resistenza quasi improvvisata, quasi senza mezzi, contro la poderosa occupazione nazista e il collaborazionismo fascista. Come è noto il suo nome è stato legato al più importante attentato subìto dai nazisti a Roma, quello di via Rasella. La rappresaglia tedesca, comandata direttamente da Hitler, è stata tra le più crudeli e furiose e ha dato luogo al massacro delle Fosse Ardeatine. La destra italiana ha scelto prontamente di mettere la rappresaglia nazista e i 335 morti delle Fosse Ardeatine a carico dei Partigiani, e non su quello di coloro (tedeschi ma anche italiani), che hanno eseguito o aiutato a preparare il massacro. In questo modo sono riusciti a usare per decenni il nome di Bentivegna come quello di un colpevole invece che come quello di un eroe. Negli ultimi due decenni Berlusconi ha dato vita, agiatezza e ministeri a ciò che rimane di quella destra, aggravando la spaccatura dell'Italia e rendendo possibile un costante lavoro di screditamento della Resistenza e della sua celebrazione. La morte di Rosario Bentivegna ha confermato che la separazione di questo Paese dalla sua Storia è un triste fenomeno che continua. Ogni giornale di destra si è prontamente dedicato a ricordare il Partigiano come responsabile della rappresaglia, tentando di denigrarlo fino alla tomba, e poi di ricominciare a chiedere che si abbandoni e smentisca l'antifascismo che sarebbe, come nell'ignobile trucco di via Rasella, la causa dell'Italia divisa. Non ci resta che guardare a quell’immagine del presidente Sarkozy, candidato della destra alle prossime elezioni presidenziali francesi, e provare invidia per quel Paese che ha i conti in ordine con la Storia.

Furio Colombo - 20 aprile 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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