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venerdì 28 settembre 2012

NAPOLITANO VUOLE AMNISTIA E INDULTO “CARCERI INDEGNE”


Il Capo dello Stato: “Misure alternative”. La Severino: “Condivido”

Lo stato delle carceri “ferisce la credibilità internazionale dell’Italia e il suo rapporto con le istituzioni europee”. E allora i partiti devono tornare a discutere di amnistia e indulto, e approvare in fretta “misure alternative al carcere”. Per il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano il degrado nelle carceri è un’emergenza di cui il Parlamento non può dimenticarsi, e ieri lo ha ribadito con una lunga nota. Un invito a trovare soluzioni per il sovraffollamento nei 206 penitenziari italiani: stracolmi, con oltre 66mila reclusi a fronte di una capienza di circa 45mila posti. Poco meno di un terzo ossia 23.773 sono i detenuti non italiani (che rappresentano il 35,8% della popolazione carceraria) minima è la componente femminile il 4,2% del totale dei detenuti ovvero 2.826 donne (di cui 1.133 straniere). Al 30 aprile 2012, sono 54 i bambini sotto i 3 anni che vivono in carcere con le madri (51 detenute). Subito condiviso dal ministro della Giustizia, Paola Severino, ma respinto dalla Legal e ignorato dal Pdl. Napolitano l’ha lanciato ieri pomeriggio, dopo aver ricevuto in mattinata al Quirinale una delegazione di professori e giuristi, firmatari di una lettera aperta sull’efficienza della giustizia e della realtà carceraria.

Paola Severino
L’occasione giusta per tornare a parlare di amnistia e pene alternative, temi che in Parlamento sembrano sepolti sotto l’eterno dibattito sulla legge elettorale. Ma Napolitano pretende attenzione. L’anno scorso, dopo una visita all’istituto minorile di Nisida, a Napoli, ricordò che le “carceri sovraffollate non sono degne di essere umani” Ieri, a distanza di un anno esatto, è tornato a dire: “La situazione carceraria è una realtà che non fa onore al nostro Paese, ma anzi ne ferisce la credibilità internazionale. Ho rinnovato l’auspicio che proposte volte incidere anche e soprattutto sulle cause strutturali della degenerazione nelle carceri trovino sollecita approvazione in Parlamento”. Secondo il presidente della Repubblica, si può iniziare “dalle proposte già in avanzate stadio di esame, per l’introduzione di pene alternative al carcere”. Napolitano vuole anche che riprenda il dibattito su amnistia e indulto: “Restano aperte all’attenzione del Parlamento sia le questioni di un possibile , speciale ricorso a misure di clemenza, sia della necessaria riflessione sull’articolo 79 della Costituzione, che ci oppone così rilevanti ostacoli”. Ovvero, l’articolo che regola amnistia e indulto. Provvedimenti di portata diversa (l’amnistia estingue il reato, l’indulto la pena), per la cui concessione la norma prevede “una legge deliberata con la maggioranza dei due terzi in ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale”. Numeri troppo difficili da raggiungere, secondo Napolitano, che di fatto auspica una modifica dell’articolo 79, “in questa legislatura vicina al termine e in quella che presto inizierà”. Il ministro della Giustizia Severino è sulla stessa linea: “Credo profondamente che le misure alternative al carcere possano essere una soluzione strutturale, e trovo estremamente realistico il richiamo di Napolitano per l’adozione di misure di clemenza”. Severino insomma è favorevole all’amnistia, riguardo cui nel luglio scorso aveva chiesto “una riflessione serissima” ai partiti. E non può che concordare anche sulle pene alternative, visto che ha voluto un disegno di legge sul tema, con misure come la messa in prova dei detenuti presso i servizi sociali e un più esteso ricorso agli arresti domiciliari. Il ddl doveva essere in aula alla fine di questo mese.

Ma Severino ricorda che “il provvedimento è ancora pendente presso la commissione Giustizia”. Il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, pensa positivo: “Penso che le forze politiche presteranno la dovuta attenzione alle parole di Napolitano”. Andrea Orlando (Pd) assicura “il nostro impegno per una legge con la messa in prova e il rilancio di misure di depenalizzazione”. Mentre Mario Staderini dei Radicali dice: “È fondamentale che se ne parli, l’Agcom ha appena fatto una delibera che impone alle trasmissioni di apprendimento di trattare delle carceri e delle proposte dei Radicali sul tema”. Gran parte del centrodestra fa muro. “Per la Lega Nord è irricevibile qualsiasi proposta di amnistia e indulto, faremmo un’opposizione durissima” afferma Nicola Molteni del Carroccio. Silenzio dal Pdl.

Luca De Carolis - 28 settembre 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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