martedì 8 maggio 2012

LA PADANIA BASTONA I LEGHISTI

Persi Cassano Magnago e Mozzo i paesi di Bossi e Calderoli

Lontano da Verona la Lega crolla. È Flavio Tosi l’unico candidato del Carroccio ad essere riuscito a mantenere la posizione, vincendo al primo turno le
amministrative nella sua città. Altrove lo spadone si è ammosciato, arrendendosi di fronte alle difficoltà che hanno travolto il partito nelle ultime settimane. La Lega Nord non ha retto l’onda d’urto degli scandali, dimostrando di non avere più il territorio in pugno e lasciando sul terreno fette importanti di consenso. Per gli elettori più della lotta al governo Monti, più dell’opposizione all’Imu, hanno contato i diamanti e le lauree in Albania.

Sotto i colpi degli elettori sono caduti fortini che fino a ieri si pensavano inespugnabili.

In provincia di Varese, terra leghista per eccellenza, la Lega ha perso tutti i comuni che amministrava (da Besozzo a Gerenzano passando per Ferno), rimanendo in corsa per il ballottaggio solo nel comune maroniano di Tradate (dove ha lasciato sul terreno circa metà dei consensi). A Cassano Magnago, città natale di Umberto Bossi, la candidata Stefania Federici si è fermata al 19% nonostante il comizio del Senatùr a due giorni dal voto. A Cassano davanti alla Lega ci sono il centrosinistra e il Pdl, che si sfideranno tra due settimane. È andata malissimo anche a Legnano, la città simbolo del Carroccio, dove saranno sempre il centrosinistra e il Pdl a sfidarsi nel ballottaggio, mentre la Lega è stata bloccata sotto al 13%, superata di poco anche dal Movimento Cinque Stelle.

I Lumbard sono fuori dal ballottaggio anche a Como, dove Alberto Mascetti non è andato oltre l’8%. Nel capoluogo lariano (dove la frammentazione delle liste ha raggiunto livelli mai toccati in passato) il candidato del centrosinistra Mario Lucini ha raccolto il doppio dei consensi rispetto alla sua più diretta rivale, Laura Bordoli (Pdl). Lega fuori dai giochi anche ad Erba, dove per convincere gli elettori non è bastato candidare la deputata Erika Rivolta. È riuscito invece a centrare l’obiettivo del ballottaggio l’on. Nicola Molteni, candidato sindaco nella sua Cantù, dove però è stata allestita una coalizione in stile scaligero, con liste che hanno raccolto esponenti in tutto il centrodestra (da La Destra a Forza Cantù).

Il partito di Bossi è stato punito anche dagli ultras della provincia di Bergamo, dove ha perso le amministrazioni di Albano Sant’Alessandro, Villongo, Curno e Mozzo, il paese dove vive Roberto Calderoli e la Lega comandava da 10 anni.

Il sindaco uscente di Monza, Marco Mariani, ha pagato pesantemente la scelta della corsa solitaria voluta dal partito. Non ha perso molto in termini percentuali ma senza il supporto del Pdl è stato escluso dal ballottaggio, raccogliendo appena il 10% dei consensi: “Ho provato a dirlo a tutti, da Bossi a Maroni passando per Giorgetti, non mi ha ascoltato nessuno – ha commentato amareggiato durante lo spoglio – spero che in futuro il territorio venga tenuto in maggiore considerazione”.

Nella provincia di Monza e Brianza il momento complicato è costato anche l’amministrazione di Lesmo, storica roccaforte di centrodestra dove ha vinto una lista civica. A Cesano Maderno, dove l’amministrazione leghista è caduta negli scorsi mesi, la coalizione guidata da Gigi Ponti che vede alleati Pd, Sel, Idv e Udc ha raccolto il triplo rispetto a Marina Romanò (Lega).

La musica sembra diversa in Veneto, dove la Lega non arretra più di tanto, tenendo quasi tutte le amministrazioni dove governava da Cittadella a Rosà passando per Musile di Pia-ve e San Giovanni Lupatoto. Cede il passo a Jesolo, dove il Pdl è più forte, mentre occorrerà il ballottaggio a Thiene dove Maria Rita Busetti (Lega) si trova a rincorrere Giovanni Battista Casarotto, a capo di una coalizione allargatissima, che abbraccia le principali forze dell’arco costituzionale. Unica vera sconfitta per la Liga Veneta è quella di Gilberto Signoretti a Feltre, dove vince il centrosinistra con Paolo Perenzin.

In Piemonte vince a Varallo a Serravalle Sesia, tenendo le amministrazioni uscenti, ma non si può certo parlare di successo: “La gente ha considerato le dinamiche locali – ha commentato Roberto Cota -. Le nostre amministrazioni uscenti che hanno lavorato bene hanno tenuto alla grande”.

Secondo il triumviro Roberto Maroni: “La prima impressione è che dove la Lega ha perso e ha perso molto, gli ex elettori leghisti sono andati nel non voto. Se è così vuol dire che c’è modo, tempo e spazio di recuperare questi voti seguendo il modello Verona”.

Alessandro Madron - 08 maggio 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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