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mercoledì 20 febbraio 2013

L’investitura di Adriano “L’onda nuova avanza” (di Andrea Scanzi) - Video


CELENTANO SCRIVE UNA NUOVA CANZONE E LA CARICA SUL BLOG COL PENSIERO ALL’AMBIENTE, ARRIVA L’APPOGGIO A GRILLO

"Se non voti ti fai del male/ Se non voti non cambia niente/ Se non voti ritornano ancora”. Adriano Celentano torna a sorpresa. Con una instant song gratuita di sei minuti, Ti fai del male, scritta di getto a ridosso del voto. L’ha postata lui ieri, attorno alle 13, nel suo blog Il mondo di Adriano. L’inizio, anticipato da suoni orientali, ricorda vagamente la marcetta di Prisencolinensinainciusol. Poi suoni asettici e voce metallica, come di lamiera che si contorce. L’inciso è parlato e predicatorio, con rimandi a pastori che cercano di salvare il gregge. Un'invettiva intrisa di temi cari al Molleggiato. Femminicidio (“Sono più di cento in un anno le donne che muoiono assassinate/ da quei mariti e padri pazzi di gelosia / merde senza un filo di dignità”). Ambientalismo. Apocalissi. Più monologo che canzone. Evidente l’endorsement finale per il Movimento 5 Stelle: “Ci stanno rovinando il mondo/ però si dice in 
giro che fra i partiti/ C’è un’onda nuova che è partita dal niente/ come una valanga sta avanzando come un ciclone/ per abbattere il marcio della Nazione”. La sfiducia di Celentano per la Casta è evidente: “Ormai la politica è come lo sport, facciamo il tifo per chi ci tradisce”; “I politici sono lontani anni luce dal capire quali siano davvero i motivi di questa crisi. Eppure ci camminano sopra. L'Italia è ormai ridotta a una lastra di cemento, pari a una coltre funebre sulla quale si annidano le pericolose polveri sottili della corruzione”; “I politici non si accorgono che quando la bellezza morirà loro saranno i primi a sprofondare”. 
Fiero re degli ignoranti, Celentano oltrepassa l’accusa di qualunquismo e auspica – come Fo, come Mina, come Grillo – una rifondazione piena. Una definitiva – lui aggiungerebbe “biblica” – rinascita: “Non c'è altro mezzo per risolvere la crisi, dobbiamo cancellare tutto ciò che ci rattrista, stracciare il brutto dell'Italia come si straccerebbe una lettera scritta da uomini bugiardi e piena di errori, ma soprattutto piena di inganni. Quindi non ci rimane che riscrivere la storia del nostro Paese e rifarlo da capo, cioè ricostruirlo da capo, ricostruirlo fisicamente... da capo”.
Più di una stoccata a Berlusconi (“Riemergono purtroppo parole pericolose, parole come… condono tombale”). Attenzione particolare, come di consueto, ai temi verdi: “Fino a quando il comune di Venezia non fermerà quei mostri/ che galleggiano giganteschi/ orribili navi che sembrano palazzi che devastano la laguna”; “Poi c’è anche il Molise che stanno uccidendo/ bombardato come un gruviera da quei fantasmi eolici che muovono il vento/ se ne va un altro pezzo d’Italia, è la fine dei paesaggi”. Il testo è torrenziale. Denota un’urgenza comunicativa che domina sull’alchimia parole/musica. Pare rivelatrice una strofa: “Il tanto ambito federalismo/ tante eliche sulle palle farà girar”. E di eliche, dalle parti degli zebedei molleggiati, devono essercene state non poche durante la stesura di Ti fai del male. 

Andrea Scanzi - 20 febbraio 2013 - 
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