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giovedì 28 febbraio 2013

B. parla di inciucio e pensa alle sentenze


L’EX PREMIER INVOCA LA GRANDE COALIZIONE: “SERVE STABILITÀ”. MA IL SUO TARLO SONO LE UDIENZE IN ARRIVO

Un governissimo Pdl-Pd. Lo mette in scena Silvio Berlusconi nel suo videomessaggio subliminale, via Facebook: “Non si deve partire dalle alleanze ma dalle cose da fare: riduzione delle spese, della pressione fiscale, conti in ordine e riforme istituzionali”. Il
Cavaliere, ringalluzzito dal risultato elettorale che neppure i suoi sondaggisti gli avevano prefigurato, si erge a salvatore della patria a meno di 48 ore dalla ripresa dei suoi 3 processi a Milano che potrebbero arrivare tutti a sentenza entro la fine di marzo. “Nessuna forza politica responsabile”, prosegue, “può ignorare il valore della governabilita”.

Senza mai citarlo, critica il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani e detta la linea: “Ho sentito dei leader parlare di un vago programma su politica, legalità, elezioni, ceti più deboli. Non hanno mai pronunciato le parole tasse, crescita e sviluppo.  Dove vivono? Si deve aprire la fase di alleggerimento fiscale”. Quasi scimmiottando Beppe Grillo, il 76enne Silvio Berlusconi, in politica da vent’anni, si rallegra “per il pensionamento di alcuni vecchi mestieranti della politica politicante (leggi Gianfranco Fini, ndr)” e anche per “la bocciatura senza appello dei tecnici”. Nessun attacco, stavolta, ai magistrati. Basta il direttore del Giornale di famiglia, Alessandro Sallusti: tornato a evocare il complotto giudiziario per “l’ingorgo di processi non casuale”. Ma 11 udienze in 23 giorni e 3 possibili sentenze sono il frutto della strategia del Cavaliere, e dei suoi avvocati-parlamentari, che hanno usato il legittimo impedimento, legato alla campagna elettorale, per scongiurare requisitorie e verdetti prima del voto. Da domani, però, a palazzo di Giustizia di Milano si ricomincia. A partire dal processo più insidioso, quello d’appello Mediaset-diritti tv. Berlusconi sarà in aula per dichiarazioni spontanee, poi ci sarà la requisitoria dell’avvocato generale, Laura Bertolè Viale. In primo grado il leader del Pdl è stato condannato, per frode fiscale, a 4 anni di carcere, a 5 di interdizione dai pubblici uffici e a 3 di interdizione da incarichi societari. La prescrizione è nella primavera del 2014, in tempo, dunque, per una sentenza definitiva della Cassazione. Le udienze successive, di sabato per evitare legittimi impedimenti connessi a impegni politici, saranno dedicate alle arringhe. La sentenza è prevista per il 23 marzo. In mezzo, altri appuntamenti giudiziari. Il 4 marzo riprende il processo Ruby con la testimonianza del pm dei minori Annamaria Fiorillo, Il 6, la Cassazione dovrà pronunciarsi sul ricorso della procura di Roma contro il proscioglimento per un filone Mediatrade-diritti tv. Il 7 marzo, per Silvio Berlusconi e il fratello Paolo è prevista la sentenza del processo per l’intercettazione segreta, pubblicata dal Giornale il 31 dicembre 2005, tra l’allora segretario dei Ds, Piero Fassino e il presidente di Unipol, Giovanni Consorte (“Allora abbiamo una banca?”).

Per rivelazione di segreto d’ufficio, il pm Maurizio Romanelli ha chiesto per l’ex premier un anno e per il fratello (accusato anche di ricettazione e millantato credito) 3 anni e 3 mesi. L’8 marzo, al processo Ruby, il pm Ilda Boccasini dirà la richiesta di pena per concussione e prostituzione minorile . La sentenza è attesa per il 18 marzo, legittimi impedimenti permettendo.

Berlusconi, intanto, ha ringraziato chi lo ha votato: “Nel ‘94 ho detto: ‘L’Italia è il paese che amo’. È sempre commovente vedere come questo mio sentimento sia stato ancora una volta ricambiato”. Eppure nel 2011 a Valter Lavitola aveva detto: “Tra qualche mese vado via da questo Paese di merda”.

Antonella Mascali - 28 febbraio 2013 -
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