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lunedì 4 febbraio 2013

Ma cosa ha in testa Giovanardi? (di Carlo Tecce)


Più i capelli si fanno cenere e più ti chiedi cosa ci sia sotto. Carlo Giovanardi sta invecchiando. Ha 63 anni e un secolo di figuracce. E anche la ventura di non rendersi forse del tutto conto di se stesso.

Sono vent’anni che saltella tra il centro e la destra, si professa cattolico, liberale, europeista,

mercoledì 30 gennaio 2013

Monti, miglior alleato di B. (di Marco Vitale)


Berlusconi ha la fortuna (ma l’evento è troppo ricorrente per poter essere accreditato solo alla fortuna) che quando sembra spacciato trova qualcuno che gli fa la respirazione bocca a bocca. In passato l’indiscusso specialista in materia era D’Alema. Oggi è Monti o meglio il duo Monti-Albertini. Infatti, a prescindere dalle intenzioni

giovedì 24 gennaio 2013

Al di là del nostro pregevole ombelico (di Matteo Pucciarelli)


C’è uno sport che va di moda, ma parecchio di moda, in questi ultimi giorni. Spalare merda su Rivoluzione Civile. Da destra, da sinistra, dal centro, da sopra e da sotto. È uno spasso. «C’è il fascista al Senato in Sicilia», «c’è la guardia!», c’è quello che voleva il Tav, c’è uno

mercoledì 23 gennaio 2013

Ecco cosa rischia ora Cosentino (di Giuseppe Rizzo)


«Facendo corna si risolve tutto con la sua candidatura». Nemmeno 24 ore prima dello psicodramma che si è scatenato nel Pdl sulla candidatura di Nicola Cosentino, il suo avvocato, Agostino De Caro, scherzava e si affidava bonariamente alla scaramanzia. Poco dopo (dopo si fa per dire, dopo significa: inseguimenti, sparizioni di liste, conferenze stampe

Mastro Olindo (di Marco Travaglio)


La svolta giustizialista del Pdl, opportunamente stigmatizzata da Nick Cosentino e Insaputo Scajola, sta seminando il panico nei migliori circoli della mala. Se un onesto pregiudicato, un irreprensibile avanzo di galera, un mafioso come Dio comanda non può più rifugiarsi nemmeno chez B., se insomma il Partito dei Latitanti rinuncia ai valori fondanti e diventa all’improvviso il suo contrario senza un’ombra di dibattito

sabato 5 gennaio 2013

Elezioni - Liste, nomi, simboli e alleanze


Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio ci aspetta una scheda elettorale fra le più difficili da interpretare degli ultimi vent’anni. Una foresta di simboli, tante liste personali e cinque poli. Andiamo a conoscere uno ad uno i partiti e i movimenti che si presenteranno alle prossime

domenica 30 dicembre 2012

Le Agendine (di Marco Travaglio)


Il nostro giornale continua a pubblicare, in beata solitudine, notizie che farebbero enorme scandalo in qualunque altro paese, e persino in Italia se riguardassero Berlusconi. Invece riguardano il governo Monti, dunque tutti zitti e mosca. La prima è il gentile omaggio ai Benetton e Palenzona col contorno d Gemina e banche

venerdì 28 dicembre 2012

Grasso che cola (di Marco Travaglio)


La candidatura di Piero Grasso nel Pd ha almeno due aspetti positivi. Il primo è che forse il Pd tornerà a parlare di mafia, cosa che non fa da parecchio, e forse addirittura della trattativa Stato-mafia, cosa che non fa (se non per negarla o minimizzarla) da quando s’è scoperto che Napolitano tentò di condizionare le indagini. Il

giovedì 25 ottobre 2012

L'ULTIMA BARZELLETTA (di Antonio Padellaro)


Silvio Berlusconi ha tanti difetti, ma non è certo stupido. Da quando, proprio un anno fa, venne cacciato da Palazzo Chigi a furor di popolo e di spread, ha cercato in tutti i modi di rianimare un partito morto. Ha perfino messo in giro la voce di una sua ricandidatura a

lunedì 22 ottobre 2012

C'è puzza d'aria nuova (di Rita Pani)


Finalmente ci siamo, c’è davvero puzza d’aria nuova in quest’Italia più fatiscente che decadente. È un momento magico che non possiamo perdere, noi che amiamo l’arte demenziale, noi che abbiamo perso la voce a furia di sbraitare. Noi che

venerdì 19 ottobre 2012

TRA WEB CANDIDATI E INCOGNITA SUD: I GRILLI DI GRILLO


I voti, almeno quelli virtuali dei sondaggi, ci sono, ora tocca fare le liste. Scegliere donne e uomini che ad aprile 2013 porteranno il ciclone Grillo in Parlamento. Il Movimento Cinque Stelle (o i Pirati Cinque Stelle, quattro giorni fa Beppe Grillo ha registrato il marchio per evitare liste-disturbo e sorprese) viene accreditato al 17 %. Secondo partito dopo il Pd, più

giovedì 18 ottobre 2012

Il sonno della Regione (di Marco Travaglio)


Gli italiani, si sa, sono nati per soffrire. Uno su tre chiede aiuto alla Caritas, uno su cinque non arriva a fine mese, tre giovani su tre sono disoccupati, 4 milioni sono precari. E ora devono pure attendere fino a chissà quando per sapere se il Pd chiederà o no a Massimo D’Alema, la Volpe del Tavoliere, di sacrificarsi ancora una volta per

martedì 9 ottobre 2012

ALFANO ROTTAMA BERLUSCONI PDL ALLO SBANDO (di Fabrizio d’Esposito)


IL SEGRETARIO GETTA L’AMO ALL’UDC: “SI SACRIFICA PER UNIRE IL CENTRODESTRA”. I PRO MONTI ESULTANO I FEDELISSIMI SI AGITANO.
E IL CAVALIERE TACE

“Per unire il centrodestra Silvio è pronto a non ricandidarsi”: la svolta clamorosa del delfino pensiona dopo 20 anni il Caimano. È l’ultimo tentativo per evitare il disastro e

venerdì 5 ottobre 2012

PRIMARIE PER TUTTI (di Paolo Flores d’Arcais)


Primarie vere o primarie di nomenklatura? Quelle vere esigono un minimo di regole. Allo scopo di impedire l’obbrobrio dei voti comprati a cinque o dieci euro (immigrati ed emarginati) e l’indecenza delle truppe cammellate. Per il resto, le regole dovrebbero aver di mira la più ampia partecipazione possibile e lo scontro “ad armi pari” fra i contendenti. Quelle decise da

martedì 18 settembre 2012

Pirati - In Germania per gli aspiranti politici c’è “la graticola”


PER OTTENERE UN SEGGIO BISOGNA SOTTOPORSI A UNA SERIE DI VIDEO-DOMANDE FORMULATE DAGLI ISCRITTI

L’obiettivo non potrebbe essere più ambizioso: nientemeno che rivoluzionare la politica europea. Nati sei anni fa in Svezia, diventati un soggetto politico di prima grandezza con le

PRIMARIE PD, E SE VINCE LA PUPPATO? (di Erminia della Frattina)


LAURA PUPPATO IO PREMIER? VORREI SUBITO IL PIANO FIAT
La “terza incomoda” alle primarie cerca i voti di donne e grillini

Laura Puppato da brava veneta è un motore diesel che parte piano, ma poi taglia i discorsi in due col bisturi. Da quando ha annunciato la sua candidatura alle primarie del Pd mettendosi in mezzo tra Renzi e Bersani “arrivano migliaia di mail di incoraggiamento: madri, docenti universitari all’estero che torneranno per votarmi, imprenditori , studenti, consiglieri

Grillo sceglie la democrazia dei Piraten (di Ferruccio Sansa)


GRILLO SCEGLIE LA DEMOCRAZIA: “I CANDIDATI DECISI DALLA RETE”
Allo studio un metodo come quello dei Piraten tedeschi

Per le prossime elezioni politiche i candidati del Movimento 5 Stelle saranno scelti on line e il programma sarà discusso e completato attraverso una piattaforma in Rete. In modo

venerdì 8 giugno 2012

Primarie e “mandati”. Non c’è pace per Bersani

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OGGI LA DIREZIONE NAZIONALE DEL PARTITO. E DOPO TANTI CAMINETTI QUESTA VOLTA È A PORTE APERTE

Nello staff del segretario quella di oggi la presentano come la direzione della “svolta” per il paese. Espressione enfatica per presentare il fatto che Bersani si candiderà ufficialmente a premier: sono giorni, infatti, che lo annuncia, anche per disinnescare l’outing di Fassina e Orfini, i giovani della segreteria che hanno chiesto il voto a ottobre.

La vera svolta, però, sarà il fatto che per la prima volta da tempo immemore, i giornalisti potranno seguire il dibattito. Seppure non direttamente, ma da una tv a circuito chiuso. Questa volta il segretario vuole evitare che ci siano veline, fughe di notizie, retroscena. Bersani dunque annuncerà le primarie, anche se ancora non ha scoperto tutte le carte: saranno di coalizione? Sembra questa l’intenzione. E per di più il segretario non sarebbe intenzionato ad attaccarsi allo Statuto per impedire la partecipazione di altri membri del partito. A cominciare da Matteo Renzi che sono mesi che le chiede, ma che ieri ha fatto sapere che non parlerà in direzione (“Mi candido solo se sono vere”, ha dichiarato, riservandosi l’annuncio solenne in una situazione per lui mediaticamente più conveniente). In una riunione di ieri mattina tra Bersani, Rosy Bindi, Enrico Letta e Dario Franceschini la questione non è andata liscia: c’è chi pensa che primarie aperte siano troppo rischiose.

Clic per ingrandire
E in effetti, come dargli torto visto come’è andata a Genova (con le due piddine detronizzate da Marco Doria) e a Palermo (dove sono finite tra brogli, accuse e la sconfitta di Rita Borsellino, candidata di Bersani)?

La decisione finale potrebbe essere rimandata all’Assemblea del 6 luglio. Un travaglio che potrebbe rivelarsi inutile se alla fine il potere di Monti si rivelerà così debole da andare ad elezioni anticipate. Le primarie vere incutono timore, perché spostano gli equilibri di potere interno. E non sono l’unico incubo. Pippo Civati, rottamatore prima con Renzi e ora in proprio, è intenzionato a ripresentare un ordine del giorno in cui chiede tre cose: primarie per il leader, primarie per i parlamentari e rispetto del limite dei 3 mandati parlamentari. Quel limite che lo Statuto prevede nero su bianco ma continuamente disatteso tra deroghe ed eccezioni. In tutto, sono 35 gli onorevoli Pd fuori statuto, ai quali andrebbero aggiunti altri 59 non ricandidabili, in quanto stanno svolgendo il loro terzo mandato. Il record, con ben 7 legislature, ce l’hanno Massimo D’Alema, Anna Finocchiaro e Livia Turco. Bontà sua, il Lìder Maximo avrebbe fatto sapere (come scriveva ieri il Corriere della Sera) di non essere intenzionato a ricandidarsi, volendo dare così prova della sua personale spinta al rinnovamento. Alla buonora. Fuori statuto, i big sono molti: con 6 legislature troviamo Franco Marini, Walter Veltroni, Anna Serafini (moglie di Piero Fassino), Giovanna Melandri. Con 5, ci sono, tra gli altri, Rosy Bindi, Pierluigi Castagnetti e pure Antonello Soro, fresco di nomina all’Authority per la privacy. A quota 4 sono in 21, tra cui Beppe Fioroni e Arturo Parisi. Tra i 59 che in teoria dovrebbero essere all’ultimo mandato c’è lo stesso Bersani, e poi Dario Franceschini, Paolo Gentiloni, Enrico Letta. “Sono due anni che presentiamo questo ordine del giorno a ogni assemblea di partito. E se non si vota in direzione, sono disposto ad accettare che si faccia alla prossima Assemblea, il 6 luglio. Ma sono tutti punti irrinunciabili”. Altrimenti? Liberi tutti. Ovvero la lista civica (che oggi Bersani pare intenzionato a ribadire in direzione, nonostante l’anatema di D’Alema che le ha accusate di “impoverire la democrazia”) “potrebbero votarla anche i miei parenti”, ha detto Civati.

Wanda Marra - 08 giugno 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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giovedì 7 giugno 2012

Ecco chi può “rubare” a Bersani la candidatura a premier

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LEADER SCALABILE GLI SFIDANTI DI BERSANI

Sosteniamo il governo Monti fino al 2013”, ha detto (e ribadito) Pier Luigi Bersani smentendo seccamente il suo responsabile economico, Stefano Fassina, che aveva rotto il tabù del voto anticipato. Sostenuto da Massimo D’Alema che liquidava come una

martedì 15 maggio 2012

Per Passera e Grasso un futuro comune. In politica

IL CAPO DELLA DNA POTREBBE CORRERE COME PRESIDENTE DELLA SICILIA. INGROIA: PREMIO A BERLUSCONI? NO MERITI A CHI NON NE HA”

Piero Grasso e “il primato della politica”. Era l’estate scorsa, a fine agosto, e il procuratore nazionale antimafia si trovava a alla Festa del Pd di Torino per un dibattito sulla giustizia. A Palazzo Chigi c’era ancora Silvio Berlusconi. Grasso in quell’occasione esaltò “il primato della politica per la riorganizzazione della società”. Questo episodio, che incuriosì non poco i
presenti, è riafforato dalla memoria dei vertici democrat dopo l’esternazione radiofonica del capo della Dna: “Darei un premio a Berlusconi per l’antimafia”. Parole clamorose, nonché “sconcertanti” per Piergiorgio Morosini, segretario generale di Magistratura democratica, che potrebbero costituire il preludio a un futuro impegno in politica di Grasso. Una sorta di endorsement preventivo. Ecco Antonioa Ingroia:Non diamo meriti a chi non ne ha. Quella del premio a Berlusconi è una dichiarazione più politica delle mie”. A spingere Grasso in lista sono voci che si inseguono dall’inizio dell’anno. A gennaio, infatti, il magistrato rinunciò a correre per la procura di Roma e il suo passo indietro generò una domanda: “Che farà Grasso quando nell’autunno del 2013 scadrà il suo mandato alla Dna?”.
Una risposta la diede lui stesso in un’intervista al Giornale di Sicilia: “Non guardo a un’eventuale esperienza politica sotto forma di schieramento con un partito, cosa che è estranea al mio ruolo, alla mia funzione e alla mia cultura. Penserei piuttosto a quella che ho definito una lista civica nazionale”. Insomma, un moderato della società civile. Come Corrado Passera, il banchiere diventato ministro tecnico.

L’accostamento tra i due non è causale. Dopo la rottura con Silvio Berlusconi sul beauty contest delle frequenze tv, oggi Passera gioca in tandem con il solitario leader dell’Udc alias Partito della Nazione Pier Ferdinando Casini. E la partita Passera-Casini si inserisce nella complessa triangolazione che vede al centro la Grande Coalizione perpetua e in ogni caso si contende l’eredità del montismo. Gli altri due lati del problema sono il ritrovato rapporto tra il Cavaliere e Luca di Montezemolo e la corte serrata del Pd allo stesso Casini. Il risultato delle varie combinazioni potrebbe appunto generare una lista civica nazionale con Passera candidato-premier. E Grasso sarebbe un ministro papabile in un eventuale esecutivo “civico”. Così come il cattolico Andrea Riccardi, già oggi al governo. Il gradimento centrista per il procuratore nazionale antimafia è confermato anche dalla frequentazione assidua tra questi e Michele Vietti, esponente dell’Udc oggi vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.

Grasso aspirante ministro ma anche possibile candidato a governatore della Sicilia. Lo scenario è legato alle dimissioni di Raffaele Lombardo, una volta rinviato a giudizio per concorso esterno alla mafia. È stato lo stesso Lombardo a prometterlo a fine marzo: “Se il gup mi rinvierà a giudizio mi dimetterò”. In caso, quindi, di voto anticipato per le regionali siciliane, il nome di Grasso è gettonatissimo. Soprattutto negli ambienti del Terzo Polo che include l’Mpa dell’attuale governatore . L’ex procuratore capo di Palermo potrebbe guidare una versione siciliana della Grande Coalizione, ovviamente: terzopolisti, le due anime del Pd (quelle a favore e contro Lombardo), persino i pezzi del Pdl che ostacolano la candidatura dell’ex Gianfranco Micciché, oggi Grande Sud. Governo nazionale o siciliano, questo potrebbe essere il futuro politico di Grasso.

Le ambizioni del capo della Dna incarnano il nuovo trend dei professionisti della politica travestiti da moderati: pescare nella società civile per dare stabilità e continuità all’esperienza di Monti e arginare il fenomeno del grillismo, temuto in particolare dal Colle, grande protettore dei tecnici. Questa è la chiave per decifrare le tentazioni “civiche” che animano pure il centro e la destra, non solo la sinistra. Passera, Grasso, Montezemolo, Riccardi. Le prossime elezioni saranno un battesimo per molti. “Il primato della politica” rivendicato dalla società civile moderata va oltre il nascente “partito di Passera”. C’è anche chi vuole impegnarsi in prima persona con movimenti fondati ad hoc. Come quelli di Maurizio Zamparini, presidente del Palermo anti-Equitalia, e di Severino Antinori, ginecologo nemico di Renata Polverini, governatrice del Lazio.

Fabrizio d’Esposito - 15 maggio 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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