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mercoledì 10 ottobre 2012

TAGLIANO TUTTO TRANNE IL TAV (di Marco Palombi)


IL GOVERNO PRESENTA LA LEGGE DI STABILITÀ PER IL 2013: VALE 11,6 MILIARDI DI EURO

Non è una manovra. Il governo ci tiene che sia chiaro: i saldi rimangono invariati, solo che per finanziare qualche spesa e la cancellazione dell’aumento dell’Iva nel 2013 bisogna trovare i soldi da qualche altro capitolo del bilancio. E infatti la legge di Stabilità esaminata ieri dal

domenica 7 ottobre 2012

Monitate gente, monitate (di Marco Travaglio)


Finora i moniti di Napolitano, che costituiscono ormai un genere fantaletterario a sé, come la space opera o il cyberpunk, erano contraddistinti da tre caratteristiche: banalità, cerchiobottismo e inutilità. L’altroieri se n’è aggiunta una quarta: l’ermetismo. Abbiamo letto e riletto l’ultimo monito, anzi “affondo” (Corriere), anzi “nuovo fermo richiamo” (Repubblica),

sabato 29 settembre 2012

Maroni al Lingotto con Passera: è il funerale della Lega


GLI STATI GENERALI DEL CARROCCIO A TORINO SEGNANO IL NUOVO CORSO DEL PARTITO, A CACCIA DEGLI SCONTENTI DEL PDL

Torino
Come bambini al pranzo di Natale. Composti, vestiti bene, timorosi di non fare bella figura. Apparivano così i pochi leghisti che ieri si sono affacciati nella sala del Lingotto di Torino, dove il movimento politico di Roberto Maroni ha organizzato gli stati generali del Nord. Pochi

mercoledì 19 settembre 2012

Il secondo tragico Marchionne (di Marco Travaglio)


C’è un che di irresistibile nel dialogo (si fa per dire) a distanza fra il duro Sergio Marchionne e gli omuncoli gelatinosi del governo, dei partiti e dei sindacati moderati (Cisl e Uil). Lui, il duro che non deve chiedere mai perché viene ubbidito prim’ancora che dia gli ordini, annuncia che dei 20 miliardi di investimenti promessi, col contorno di 1 milione e 400 mila auto e altre

sabato 15 settembre 2012

Fiat - Della Valle: “Il problema dell’azienda è Marchionne” (di Salvatore Cannavò)


TUTTI DIETRO ALLE BALLE FIAT E ORA LE FABBRICHE RISCHIANO

Le cose che creiamo ci dicono cosa diventeremo”. Era il verbo della Fiat nel suo spot su Fabbrica Italia. Un papà con in braccio un piccolo di pochi mesi a cui dice, con voce calda (di Ricky Tognazzi): “Visto che non vuoi dormire ti racconto di questo piano industriale”. Il

mercoledì 12 settembre 2012

“Mi chiedono: perché non vai a rubare? E a chi?” (di Enrico Fierro)


La storia di Antonello

"Sono qui per loro, perché se a me tolgono il futuro, a loro due strappano l'avvenire". La bandiera con i quattro mori che lo avvolge, il caschetto da lavoro in testa, e al collo una foto a colori delle sue due bambine. Come il profugo di una guerra che cerca i suoi figli tra le

martedì 11 settembre 2012

ALCOA, SCONTRI A ROMA IL GOVERNO SCHERZA COL FUOCO (di Salvatore Cannavò)


PUGNI E RABBIA CONTRO LA POLITICA

350 operai e il doppio di agenti: cariche e feriti durante il corteo dei lavoratori sardi. Il ministro Passera, dopo averli dati per spacciati, evoca fantomatiche trattative: “Caso

mercoledì 22 agosto 2012

Corrado Passerella (di Marco Travaglio)


Due estati fa il banchiere Corrado Passera sfilava in passerella al Meeting di Rimini, dove ormai è una rubrica fissa, con una requisitoria contro “tutta la classe dirigente italiana” che “non risolve i problemi della gente” e “suscita indignazione”.

mercoledì 30 maggio 2012

100 miliardi di grandi sprechi (di Marco Ponti)

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Il ministro Corrado Passera ha annunciato che, con l’intervento dei privati, si potrà arrivare a investimenti di 100 miliardi nei prossimi anni. Tantissimi soldi, ma ricordano quelli per le “grandi opere” di Berlusconi, mai concretizzatisi. Tuttavia un certo numero di “grandi opere”,

martedì 15 maggio 2012

Per Passera e Grasso un futuro comune. In politica

IL CAPO DELLA DNA POTREBBE CORRERE COME PRESIDENTE DELLA SICILIA. INGROIA: PREMIO A BERLUSCONI? NO MERITI A CHI NON NE HA”

Piero Grasso e “il primato della politica”. Era l’estate scorsa, a fine agosto, e il procuratore nazionale antimafia si trovava a alla Festa del Pd di Torino per un dibattito sulla giustizia. A Palazzo Chigi c’era ancora Silvio Berlusconi. Grasso in quell’occasione esaltò “il primato della politica per la riorganizzazione della società”. Questo episodio, che incuriosì non poco i
presenti, è riafforato dalla memoria dei vertici democrat dopo l’esternazione radiofonica del capo della Dna: “Darei un premio a Berlusconi per l’antimafia”. Parole clamorose, nonché “sconcertanti” per Piergiorgio Morosini, segretario generale di Magistratura democratica, che potrebbero costituire il preludio a un futuro impegno in politica di Grasso. Una sorta di endorsement preventivo. Ecco Antonioa Ingroia:Non diamo meriti a chi non ne ha. Quella del premio a Berlusconi è una dichiarazione più politica delle mie”. A spingere Grasso in lista sono voci che si inseguono dall’inizio dell’anno. A gennaio, infatti, il magistrato rinunciò a correre per la procura di Roma e il suo passo indietro generò una domanda: “Che farà Grasso quando nell’autunno del 2013 scadrà il suo mandato alla Dna?”.
Una risposta la diede lui stesso in un’intervista al Giornale di Sicilia: “Non guardo a un’eventuale esperienza politica sotto forma di schieramento con un partito, cosa che è estranea al mio ruolo, alla mia funzione e alla mia cultura. Penserei piuttosto a quella che ho definito una lista civica nazionale”. Insomma, un moderato della società civile. Come Corrado Passera, il banchiere diventato ministro tecnico.

L’accostamento tra i due non è causale. Dopo la rottura con Silvio Berlusconi sul beauty contest delle frequenze tv, oggi Passera gioca in tandem con il solitario leader dell’Udc alias Partito della Nazione Pier Ferdinando Casini. E la partita Passera-Casini si inserisce nella complessa triangolazione che vede al centro la Grande Coalizione perpetua e in ogni caso si contende l’eredità del montismo. Gli altri due lati del problema sono il ritrovato rapporto tra il Cavaliere e Luca di Montezemolo e la corte serrata del Pd allo stesso Casini. Il risultato delle varie combinazioni potrebbe appunto generare una lista civica nazionale con Passera candidato-premier. E Grasso sarebbe un ministro papabile in un eventuale esecutivo “civico”. Così come il cattolico Andrea Riccardi, già oggi al governo. Il gradimento centrista per il procuratore nazionale antimafia è confermato anche dalla frequentazione assidua tra questi e Michele Vietti, esponente dell’Udc oggi vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.

Grasso aspirante ministro ma anche possibile candidato a governatore della Sicilia. Lo scenario è legato alle dimissioni di Raffaele Lombardo, una volta rinviato a giudizio per concorso esterno alla mafia. È stato lo stesso Lombardo a prometterlo a fine marzo: “Se il gup mi rinvierà a giudizio mi dimetterò”. In caso, quindi, di voto anticipato per le regionali siciliane, il nome di Grasso è gettonatissimo. Soprattutto negli ambienti del Terzo Polo che include l’Mpa dell’attuale governatore . L’ex procuratore capo di Palermo potrebbe guidare una versione siciliana della Grande Coalizione, ovviamente: terzopolisti, le due anime del Pd (quelle a favore e contro Lombardo), persino i pezzi del Pdl che ostacolano la candidatura dell’ex Gianfranco Micciché, oggi Grande Sud. Governo nazionale o siciliano, questo potrebbe essere il futuro politico di Grasso.

Le ambizioni del capo della Dna incarnano il nuovo trend dei professionisti della politica travestiti da moderati: pescare nella società civile per dare stabilità e continuità all’esperienza di Monti e arginare il fenomeno del grillismo, temuto in particolare dal Colle, grande protettore dei tecnici. Questa è la chiave per decifrare le tentazioni “civiche” che animano pure il centro e la destra, non solo la sinistra. Passera, Grasso, Montezemolo, Riccardi. Le prossime elezioni saranno un battesimo per molti. “Il primato della politica” rivendicato dalla società civile moderata va oltre il nascente “partito di Passera”. C’è anche chi vuole impegnarsi in prima persona con movimenti fondati ad hoc. Come quelli di Maurizio Zamparini, presidente del Palermo anti-Equitalia, e di Severino Antinori, ginecologo nemico di Renata Polverini, governatrice del Lazio.

Fabrizio d’Esposito - 15 maggio 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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