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mercoledì 27 febbraio 2013

Ma ti rendi conto? (di Rita Pani)


“Sa qual è l’anagramma di Antonio Ingroia? ‘Ora ti inganno’. Ingroia era davvero la figura più inquietante di queste elezioni, pensi che voleva fare una legge per arrestare gli evasori fiscali. Ma si rende conto? Qui, andiamo tutti in galera!” marcello dell’utri … statista condannato mafioso

È che dovrei spiegarlo al mio amico, studioso americano, col quale da anni, nelle occasioni in cui l’Italia si veste a festa per il derby elettorale, intrattengo una relazione epistolare

giovedì 31 gennaio 2013

Falconi e avvoltoi (di Marco Travaglio)


Conosco Antonio Ingroia da 15 anni e non l’ho mai sentito paragonarsi a Falcone o a Borsellino. Semplicemente gli ho sentito ricordare due dati storici: nel 1988, neomagistrato, fu “uditore” di Falcone; poi nell’89 andò a lavorare alla Procura di Marsala guidata da Borsellino, di cui fu uno degli allievi prediletti.
Nemmeno l’altro giorno Ingroia s’è paragonato a Falcone. S’è limitato a ricordare un altro

giovedì 24 gennaio 2013

Al di là del nostro pregevole ombelico (di Matteo Pucciarelli)


C’è uno sport che va di moda, ma parecchio di moda, in questi ultimi giorni. Spalare merda su Rivoluzione Civile. Da destra, da sinistra, dal centro, da sopra e da sotto. È uno spasso. «C’è il fascista al Senato in Sicilia», «c’è la guardia!», c’è quello che voleva il Tav, c’è uno

mercoledì 9 gennaio 2013

Grottesco e fatiscente (di Rita Pani)


Così mi pare essere tutto intorno. Avendo avuto la fortuna di cambiare residenza meno di un anno fa, e guardandoci bene, tutto intorno, ho deciso che nemmeno ritirerò il certificato elettorale, sebbene in modo solerte il comune mi inviò tempo addietro, con una lettera, a farlo. Voglio proprio che lo sappiano che io a questa cosa

martedì 8 gennaio 2013

Il profumino ad uso e consumo dei gonzi (di Matteo Pucciarelli)


Ce ne vuole di fiducia nell’umanità per crederci, ma ce ne vuole talmente tanta che o si è in malafede e si mente sapendo di mentire oppure si è davvero come quelli che si facevano truffare dal mago Do Nascimento.

La storiella dello «spostare a sinistra l’asse del centrosinistra» è talmente surreale – soprattutto se pronunciata da chi già nel 1996 e poi nel 2006 dimostrò l’impossibilità di

sabato 5 gennaio 2013

Elezioni - Liste, nomi, simboli e alleanze


Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio ci aspetta una scheda elettorale fra le più difficili da interpretare degli ultimi vent’anni. Una foresta di simboli, tante liste personali e cinque poli. Andiamo a conoscere uno ad uno i partiti e i movimenti che si presenteranno alle prossime

venerdì 14 dicembre 2012

GIUSEPPE GIULIETTI – Le domande di Ingroia riguardano anche l’articolo 21 della Costituzione


Il prossimo possibile governo di centro sinistra procederà alla eliminazione di tutte le norme “Ad personam” e “Ad aziendam” che hanno segnato l’ultimo ventennio?

Questo il cuore della lettera e delle domande che Antonio Ingroia ha rivolto al segretario del Pd Bersani, in qualità di candidato alla presidenza del Consiglio.

Sarebbe un gravissimo errore liquidare queste domande con fastidio o, peggio, lasciarle

Ingroia: “Caro Bersani, farete piazza pulita delle leggi ad personam?”


"Abrogare le leggi del privilegio. Introdurre il reato di ostruzione alla giustizia. Premiare l'economia della legalità. Confiscare i patrimoni illeciti. Solo così l'Italia potrà liberarsi da cricche, caste e mafie. Lo potrà e lo vorrà fare davvero la compagine

sabato 8 settembre 2012

Dell’Utri: “Berlusconi che elogia Ingroia? Non ci credo” (di Beatrice Borromeo)


L'interrogatorio di Berlusconi
“COMPLIMENTI DI B. A INGROIA? NON SCHERZIAMO”
Dell’Utri: “E non è vero che mia moglie è una spendacciona”

"Mia moglie spendacciona? Ma figuriamoci!”. È di ottimo umore mentre torna da Madrid il senatore Marcello Dell’Utri. E giura di non aver ancora letto il resoconto dell’interrogatorio con

venerdì 7 settembre 2012

B. A INGROIA: “IO E LEI POSSIAMO SALVARE L’ITALIA” (di Davide Vecchi)


CAIMANO SHOW

I retroscena dell’interrogatorio: battute, gaffe, galanterie alla pm Sava, perfino l’invito al procuratore aggiunto a entrare in politica. Poi le storie “fantasy” su Mangano, Dell’Utri e gli attentati: “A Palermo han tutti la faccia da

martedì 15 maggio 2012

Per Passera e Grasso un futuro comune. In politica

IL CAPO DELLA DNA POTREBBE CORRERE COME PRESIDENTE DELLA SICILIA. INGROIA: PREMIO A BERLUSCONI? NO MERITI A CHI NON NE HA”

Piero Grasso e “il primato della politica”. Era l’estate scorsa, a fine agosto, e il procuratore nazionale antimafia si trovava a alla Festa del Pd di Torino per un dibattito sulla giustizia. A Palazzo Chigi c’era ancora Silvio Berlusconi. Grasso in quell’occasione esaltò “il primato della politica per la riorganizzazione della società”. Questo episodio, che incuriosì non poco i
presenti, è riafforato dalla memoria dei vertici democrat dopo l’esternazione radiofonica del capo della Dna: “Darei un premio a Berlusconi per l’antimafia”. Parole clamorose, nonché “sconcertanti” per Piergiorgio Morosini, segretario generale di Magistratura democratica, che potrebbero costituire il preludio a un futuro impegno in politica di Grasso. Una sorta di endorsement preventivo. Ecco Antonioa Ingroia:Non diamo meriti a chi non ne ha. Quella del premio a Berlusconi è una dichiarazione più politica delle mie”. A spingere Grasso in lista sono voci che si inseguono dall’inizio dell’anno. A gennaio, infatti, il magistrato rinunciò a correre per la procura di Roma e il suo passo indietro generò una domanda: “Che farà Grasso quando nell’autunno del 2013 scadrà il suo mandato alla Dna?”.
Una risposta la diede lui stesso in un’intervista al Giornale di Sicilia: “Non guardo a un’eventuale esperienza politica sotto forma di schieramento con un partito, cosa che è estranea al mio ruolo, alla mia funzione e alla mia cultura. Penserei piuttosto a quella che ho definito una lista civica nazionale”. Insomma, un moderato della società civile. Come Corrado Passera, il banchiere diventato ministro tecnico.

L’accostamento tra i due non è causale. Dopo la rottura con Silvio Berlusconi sul beauty contest delle frequenze tv, oggi Passera gioca in tandem con il solitario leader dell’Udc alias Partito della Nazione Pier Ferdinando Casini. E la partita Passera-Casini si inserisce nella complessa triangolazione che vede al centro la Grande Coalizione perpetua e in ogni caso si contende l’eredità del montismo. Gli altri due lati del problema sono il ritrovato rapporto tra il Cavaliere e Luca di Montezemolo e la corte serrata del Pd allo stesso Casini. Il risultato delle varie combinazioni potrebbe appunto generare una lista civica nazionale con Passera candidato-premier. E Grasso sarebbe un ministro papabile in un eventuale esecutivo “civico”. Così come il cattolico Andrea Riccardi, già oggi al governo. Il gradimento centrista per il procuratore nazionale antimafia è confermato anche dalla frequentazione assidua tra questi e Michele Vietti, esponente dell’Udc oggi vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura.

Grasso aspirante ministro ma anche possibile candidato a governatore della Sicilia. Lo scenario è legato alle dimissioni di Raffaele Lombardo, una volta rinviato a giudizio per concorso esterno alla mafia. È stato lo stesso Lombardo a prometterlo a fine marzo: “Se il gup mi rinvierà a giudizio mi dimetterò”. In caso, quindi, di voto anticipato per le regionali siciliane, il nome di Grasso è gettonatissimo. Soprattutto negli ambienti del Terzo Polo che include l’Mpa dell’attuale governatore . L’ex procuratore capo di Palermo potrebbe guidare una versione siciliana della Grande Coalizione, ovviamente: terzopolisti, le due anime del Pd (quelle a favore e contro Lombardo), persino i pezzi del Pdl che ostacolano la candidatura dell’ex Gianfranco Micciché, oggi Grande Sud. Governo nazionale o siciliano, questo potrebbe essere il futuro politico di Grasso.

Le ambizioni del capo della Dna incarnano il nuovo trend dei professionisti della politica travestiti da moderati: pescare nella società civile per dare stabilità e continuità all’esperienza di Monti e arginare il fenomeno del grillismo, temuto in particolare dal Colle, grande protettore dei tecnici. Questa è la chiave per decifrare le tentazioni “civiche” che animano pure il centro e la destra, non solo la sinistra. Passera, Grasso, Montezemolo, Riccardi. Le prossime elezioni saranno un battesimo per molti. “Il primato della politica” rivendicato dalla società civile moderata va oltre il nascente “partito di Passera”. C’è anche chi vuole impegnarsi in prima persona con movimenti fondati ad hoc. Come quelli di Maurizio Zamparini, presidente del Palermo anti-Equitalia, e di Severino Antinori, ginecologo nemico di Renata Polverini, governatrice del Lazio.

Fabrizio d’Esposito - 15 maggio 2012 -
Fonte: Il Fatto Quotidiano Pdf
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