giovedì 24 gennaio 2013

Al di là del nostro pregevole ombelico (di Matteo Pucciarelli)


C’è uno sport che va di moda, ma parecchio di moda, in questi ultimi giorni. Spalare merda su Rivoluzione Civile. Da destra, da sinistra, dal centro, da sopra e da sotto. È uno spasso. «C’è il fascista al Senato in Sicilia», «c’è la guardia!», c’è quello che voleva il Tav, c’è uno

Tutta la verità su Bersani e gli F-35 (di Flavio Lotti)


Bersani dice una cosa e ne fa un’altra. Dice di voler tagliare le spese militari e allo stesso tempo consegna ai generali altri 500 milioni per continuare a fare la guerra in Afghanistan nel 2013. E’ successo ieri, 22 gennaio, in Parlamento.

Sempre ieri il Partito Democratico ha autorizzato con un semplice ordine del giorno l’ingresso dell’Italia nella guerra in Mali. Con un ordine del giorno ha stracciato l’articolo 11 della nostra

mercoledì 23 gennaio 2013

Ecco cosa rischia ora Cosentino (di Giuseppe Rizzo)


«Facendo corna si risolve tutto con la sua candidatura». Nemmeno 24 ore prima dello psicodramma che si è scatenato nel Pdl sulla candidatura di Nicola Cosentino, il suo avvocato, Agostino De Caro, scherzava e si affidava bonariamente alla scaramanzia. Poco dopo (dopo si fa per dire, dopo significa: inseguimenti, sparizioni di liste, conferenze stampe

Mastro Olindo (di Marco Travaglio)


La svolta giustizialista del Pdl, opportunamente stigmatizzata da Nick Cosentino e Insaputo Scajola, sta seminando il panico nei migliori circoli della mala. Se un onesto pregiudicato, un irreprensibile avanzo di galera, un mafioso come Dio comanda non può più rifugiarsi nemmeno chez B., se insomma il Partito dei Latitanti rinuncia ai valori fondanti e diventa all’improvviso il suo contrario senza un’ombra di dibattito

sabato 19 gennaio 2013

I pm che incidono sul voto (di Rita Pani)


Il mio problema è che non riesco ad adeguarmi, a “normalizzarmi”. Vorrei tacere, ma poi esprimermi diventa necessario, perché tacendo finirei per normalizzarmi anche io, finirei quindi per essere complice di questo sistema che ho iniziato a rifiutare e combattere troppo tempo fa.
“Le parole sono importanti” recitava Nanni Moretti strappandoci un sorriso, che col tempo e

mercoledì 9 gennaio 2013

Grottesco e fatiscente (di Rita Pani)


Così mi pare essere tutto intorno. Avendo avuto la fortuna di cambiare residenza meno di un anno fa, e guardandoci bene, tutto intorno, ho deciso che nemmeno ritirerò il certificato elettorale, sebbene in modo solerte il comune mi inviò tempo addietro, con una lettera, a farlo. Voglio proprio che lo sappiano che io a questa cosa

martedì 8 gennaio 2013

Il profumino ad uso e consumo dei gonzi (di Matteo Pucciarelli)


Ce ne vuole di fiducia nell’umanità per crederci, ma ce ne vuole talmente tanta che o si è in malafede e si mente sapendo di mentire oppure si è davvero come quelli che si facevano truffare dal mago Do Nascimento.

La storiella dello «spostare a sinistra l’asse del centrosinistra» è talmente surreale – soprattutto se pronunciata da chi già nel 1996 e poi nel 2006 dimostrò l’impossibilità di

Berlusconi scaduto (di Maria Mantello)


Narrano che stia con lo sguardo fisso sui maxi schermi che mandano a ciclo continuo vecchi filmati del suo ventennio: dalla discesa in campo alla salita sul predellino. Gigantografie tridimensionali, con tanto di sottofondo musicale del meno male

lunedì 7 gennaio 2013

Vuole essere ministro (di Rita Pani)


Chi mi legge con pazienza, sa come la penso su questa cosa che si ostinano a chiamare politica: siamo cavie umane che qualcuno – non so chi – da tempo sottopone ad esperimenti. Fallito il test sul grado di sopportazione, ora semplicemente si attardano con la speranza di comprendere, in fine, quale livello di

sabato 5 gennaio 2013

Nonsenso civico (di Rita Pani)


Peccato! Se solo fossimo stati un po’ più disattenti, ignoranti e superficiali, avremmo potuto anche credere di aver in qualche modo vinto la nostra battaglia per la civiltà. Se ne fa grande uso, in questa campagna elettorale farlocca, iniziata ancor prima di iniziare, del termine “civico”. L’uso tutto italiano capace di diventare abuso, e