giovedì 20 settembre 2012

Il Bossi abbandonato: in 7 al compleanno

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Un'amicizia fatta per interesse sarà gradita finché sarà utile. Così se uno ha successo, lo circonda una folla di amici, mentre rimane solo se cade in disgrazia: gli amici fuggono al momento della prova; per questo ci sono tanti esempi infami di persone che abbandonano l'amico per paura, e di altre che per paura lo tradiscono. L'inizio e la fine fatalmente concordano. Chi è diventato amico per convenienza, per convenienza finirà di esserlo. Se nell'amicizia si ricerca un utile, per ottenerlo si andrà contro l'amicizia stessa.
 (Lettere a Lucilio - Lucio Anneo Seneca)

  - 20 settembre 2012 - 
Foto da: Il Fatto Quotidiano Pdf
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RENZI, CHI PAGA? “FACCIAMO DEBITI, POI VEDIAMO”


Bianchi, il tesoriere della campagna: “Poche migliaia di euro in cassa”

Il numero di telefono di Alberto Bianchi? No, non ce l’ho”. Oppure: “Sì, un momento, ora lo cerco. Ah, no, mi dispiace, non lo trovo”. L’oggetto della richiesta è Alberto Bianchi, l’avvocato di Matteo Renzi, nel ruolo di presidente della Fondazione Big Bang, deputata a

I cattolici anti-casta (di Marco Politi)


Il voto cattolico è una grande prateria. Sarà di chi lo conquista con programmi concreti su famiglia, lavoro e sviluppo economico. Sarà di chi lo convince attraverso un radicale cambio di classe dirigente, facendo piazza pulita dei privilegi della casta. La classe politica ha mostrato scarsa attenzione alla precisa inchiesta Ipsos sul voto

mercoledì 19 settembre 2012

Un poco di masochismo (di Rita Pani)


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Il momento più tragico della mattina è quello del risveglio, quando ancora non del tutto desta, prendo il mio secondo o terzo caffè davanti alle pagine dei giornali virtuali. Sfoglio, leggo i titoli, sorseggio e finisco sempre per domandarmi quale strana depravazione masochistica, mi conduca ogni giorno a far ciò.
A volte sorrido, ma è uno di quei sorrisi che si spezzano appena disegnati sul mio volto. “Non

Il secondo tragico Marchionne (di Marco Travaglio)


C’è un che di irresistibile nel dialogo (si fa per dire) a distanza fra il duro Sergio Marchionne e gli omuncoli gelatinosi del governo, dei partiti e dei sindacati moderati (Cisl e Uil). Lui, il duro che non deve chiedere mai perché viene ubbidito prim’ancora che dia gli ordini, annuncia che dei 20 miliardi di investimenti promessi, col contorno di 1 milione e 400 mila auto e altre

Non ci resta che il fuorionda (di Nanni Delbecchi)


Benvenuti nell’era fuorionda. Perché non ci sono dubbi, ormai è questa l’ultima frontiera della lotta politica e quindi delle strategie mediatiche (qualcuno vede la differenza?). Ancora non ci siamo ripresi dal fuorionda a cinque stelle, con annessa imboscata televisiva, che ha avuto per protagonista Giovanni Favia, ed eccone uno nuovo di zecca, in grado di far girare la testa

LA QUESTIONE È IMMORALE (di Oliviero Beha)


Lo sappiamo, il diavolo si annida nei dettagli. E parrebbe un dettaglio, nel marasma generale che sta travolgendo la cosiddetta politica tradizionale, quello che ho letto giorni fa su La Stampa. Il presidente del consiglio regionale del Lazio, dove è in pieno e farsesco svolgimento la telenovela Polverini alias “sala Pichetti” (leggendaria e trucibalda pista da ballo

Università, chi dà i voti ai prof? (di Angelo d’Orsi)


Uno spettro si aggira per l’università italiana: si chiama “Terza Mediana”. Che un giorno emetterà i suoi vagiti (o strepiti inconsulti), qualcuno ci scommette, altri pensano il contrario. Siamo nelle viscere profonde della “riforma” Gelmini-Profumo. Ma il mondo accademico, non contento delle bastonate ricevute da una campagna che lo ha dipinto come dedito alla

RENZI NON BUCA PIÙ (di Tomaso Montanari)


ALLA RICERCA DEL LEONARDO PERDUTO

Raschiare Vasari per la Battaglia di Anghiari: dopo un anno il sindaco ferma i lavori

Sto con Marchionne senza se e senza ma”, diceva Matteo Renzi qualche mese fa: e il ragazzo è coerente. Mentre Marchionne è costretto a smontare la bufala industriale del piano

RUBANO SOLDI PUBBLICI A MAN BASSA, I PARTITI BOCCIANO I CONTROLLI


PARTITI SENZA CONTROLLO

Mentre gli scandali dilagano dal Lazio alla Lombardia, la maggioranza alla Camera affossa le certificazioni indipendenti sui bilanci dei gruppi. Meglio tenerli segreti

Non è bastato Lusi. E men che meno Belsito e Fiorito. Gli scandali percorrono la casta