Come antidoto all’offerta melancolica e parareligiosa della sedicente e ossimorica “televisione di qualità”, ho riguardato una vecchia intervista a Richard Feynman del 1981, intitolata The pleasure of finding things out, “Il piacere di scoprire le cose”.
Matteo Moca: Nella tenebra del presente
3 giorni fa













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