giovedì 28 febbraio 2013

Gli ingrillati (di Marco Travaglio)


L’elettorato, come soggetto autonomo, non esiste: è un insieme di milioni di elettori, ciascuno dei quali vota con modalità, finalità e aspirazioni diverse da quelle degli altri. Per questo giudicare “gli italiani” tutti insieme secondo il soliti stereotipi è insensato e ridicolo. Eppure ogni tanto, per strana congiunzione astrale o scherzo del destino, la somma di tutte quelle modalità, finalità e aspirazioni sortisce un effetto che pare

mercoledì 27 febbraio 2013

UN AIUTO A CINQUE STELLE (di Antonio Padellaro)


Con uno sforzo di realpolitik Bersani ha chiesto a Grillo: ditemi cosa volete, anteponendo a ogni altra questione l’obiettivo concreto di dare un governo all’Italia. E a quanto sembra la diplomazia in corso tra Pd e M5S, condotta lungo la via Emilia dal sindaco di Bologna con

Ma ti rendi conto? (di Rita Pani)


“Sa qual è l’anagramma di Antonio Ingroia? ‘Ora ti inganno’. Ingroia era davvero la figura più inquietante di queste elezioni, pensi che voleva fare una legge per arrestare gli evasori fiscali. Ma si rende conto? Qui, andiamo tutti in galera!” marcello dell’utri … statista condannato mafioso

È che dovrei spiegarlo al mio amico, studioso americano, col quale da anni, nelle occasioni in cui l’Italia si veste a festa per il derby elettorale, intrattengo una relazione epistolare

Perché Bersani ha sbagliato tintoria (di Oliviero Beha)


Se non fossimo immersi nel naufragio di un Paese intiero, ci si dovrebbe rallegrare di vivere tempi così interessanti... Pensate, in pochi giorni le dimissioni di un Papa e Beppe Grillo al Quirinale per le consultazioni di rito, strameritate sul campo di battaglia elettorale. Il campo di Agramante doveva essere quello di Berlusconi e in un lampo è diventato quello di Bersani.

martedì 26 febbraio 2013

L’amico del giaguaro (di Marco Travaglio)


La domanda era: riusciranno i nostri eroi a non vincere le elezioni nemmeno contro un Caimano fallito e bollito? La risposta è arrivata ieri: ce l’han fatta un’altra volta. Come diceva Nanni Moretti 11 anni fa, prima di smettere di dirlo e di illudersi del contrario, “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Del resto, a rivedere la storia del ventennio orribile, era impossibile che gli amici del giaguaro smacchiassero il giaguaro.

domenica 24 febbraio 2013

Habebamus Nanni (di Marco Travaglio)


Tutti sanno che, secondo i sondaggi, i vincitori delle elezioni saranno due: il Pd di Bersani, che diventerà premier (Senato permettendo) e il M5S di Grillo, che calerà sul Parlamento con un centinaio e più fra deputati e senatori. Eppure venerdì, sui palchi dei due vincitori, si è assistito a due scene molto tristi anche se per motivi molto diversi. Mette malinconia vedere Grillo che caccia i giornalisti italiani: sia perché un leader

sabato 23 febbraio 2013

La foto di Fasano (di Marco Travaglio)


Non è un bello spettacolo quello immortalato dalla foto pubblicata da Panorama, che ritrae il già allora governatore della Puglia Nichi Vendola seduto al tavolo di un ristorante di Fasano (Brindisi) in compagnia di quattro pm pugliesi (Carofiglio, Pirrelli, Iodice, Bianchi) e due giudici (Manzionna e De Felice), oltre a una giornalista e al capo della Mobile di Foggia. Dopo la foto di Vasto, abbiamo la foto del pasto.

venerdì 22 febbraio 2013

Ente sordi, spese allegre: rimborsi, vestiti e case di lusso


L’ASSOCIAZIONE RICEVE UN CONTRIBUTO DI 500MILA EURO, MA HA DEBITI PER 12 MILIONI

Hanno dilapidato una fortuna e, ora, i conti dell’Ente nazionale sordi sono al setaccio dagli ispettori del ministero delle politiche sociali. Perché l’Ens è un ente morale riconosciuto dallo Stato e viene finanziato dalla casse pubbliche. Per l’Ente nazionale sordi si andrà, dunque,

Ricapitolando (di Marco Travaglio)


A due giorni dalle elezioni, si vanno chiarendo anche gli ultimi trascurabili dubbi sulle alleanze e i programmi delle principali forze in campo. Berlusconi, avendo annunciato il sorpasso del Pdl sul Pd, conta di tornare premier dopo aver detto che non farà più il premier, ma il ministro dell’Economia. Intende allearsi “con il Pd per cambiare la Costituzione”, proseguendo la proficua collaborazione già avviata nella Bicamerale e al

Celentano: "E' l'unica scelta per cambiare"


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ADRIANO CELENTANO: “MI FIDO DI BEPPE NONOSTANTE LA PARTITOCRAZIA DICA CHE NON SAREBBE IN GRADO DI GOVERNARE. E A MILANO PUNTO SU AMBROSOLI”

Comincio a pensare che c’è del giusto nella sana minaccia di quel proverbio che dice: “UN POPOLO HA IL GOVERNO CHE SI MERITA”. Dev’essere assolutamente vero, altrimenti non avremmo votato quelli che, da Andreotti in poi (e probabilmente anche prima), non hanno fatto altro che distruggere “il bel Paese”, e non solo fisicamente. Basta guardare con quale