Siamo andati avanti facendo finta di niente. Facendo finta che una legge crudele e scientificamente assurda come la legge italiana sulla fecondazione assistita dove si impedisce di esaminare un embrione prima di impiantarlo, come se fosse uno sfizio accertare l’esistenza o no di una grave, insopportabile malattia, sia una legge civile
“Il divieto di diagnosi preimpianto viola i diritti”
Un’altra bocciatura, per una legge già (parzialmente) smontata da sentenze della Consulta. E una vittoria per Rosetta Costa e Walter Pavan, la coppia romana che aveva presentato ricorso ai giudici di Strasburgo: per i propri diritti, e per quelli del bimbo che vorrebbero avere.